sabato 17 dicembre 2011

N°7, dicembre 2011 - Jabil. I finanzieri chiudono, gli operai occupano

Dalla mattina di giovedì 12 dicembre lo stabilimento di Jabil di Cassina de Pecchi è occupato per impedire la chiusura dello stesso da parte della proprietà ed il conseguente licenziamento di più di 300 operai. L’azienda è stata sigillata dalla dirigenza giovedì 8 dicembre, approfittando del ponte dell’Immacolata, ma questo grave gesto è solo l’ultimo atto di una lunga serie tra quelli messi in campo per poter fare cassa dalla chiusura della ditta, dalla vendita dei macchinari e dalla delocalizzazione della produzione.
La fabbrica di Cassina produce e fa assistenza per ponti radio (tra i committenti c'è anche l'esercito italiano), lampioni led di ultima generazione, e persino parti di macchinari per la ricerca oncologica.
Più di 4 anni fa passa sotto il controllo della joint venture tra Nokia e Siemens che da vita a Nokia Siemens Networks Italia (NSN). In questo lasso di tempo, tra incentivi all’esodo (700/800 persone), mobilità, cessione delle produzioni e di attività definite dall’azienda non strategiche, 2000 lavoratori sono stati espulsi, i dipendenti quindi sono passati da 3000 a 1000. Nel gennaio 2008, a seguito di una durissima vertenza che vede gli operai opporsi all’esternalizzazione delle produzioni, è stata raggiunta un’intesa presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con la quale NSN si impegnava a mantenere in piena attività i siti italiani e potenziare la Ricerca e Sviluppo, a garantire l’occupazione ed ad affidare a Jabil (multinazionale Americana acquisitrice dei reparti produttivi) i nuovi prodotti e le nuove prototipazioni. Jabil si impegnava a garantire i livelli occupazionali e il mantenimento e il rilancio industriale dei siti. NSN avviava la produzione di un nuovo prodotto in una ex fabbrica Siemens in Germania ed ha approntato un nuovo sito produttivo in India.
Nel frattempo nei siti italiani è stata perseguita una politica di ridimensionamento dei ricercatori e il taglio del personale che si occupava della commercializzazione all’ estero. Una parte del prodotto molto importante e settori strategici delle attività di ricerca è stata trasferita a Shangai, dove è stato creato un polo di ricerca e sviluppo che ad oggi dopo due anni dall’ apertura occupa più di un centinaio di ricercatori.
A maggio 2010, nonostante gli accordi, NSN cede il sito di ricerca e sviluppo per la parte di radiomobile a Cinisello Balsamo dove lavoravano circa 900 persone, tra collaboratori esterni e dipendenti.
Sempre a metà 2010 Jabil vende a Competence (società del fondo private equity Mercatech) i siti produttivi italiani. Competence totalizza in soli 7 mesi ben 70 milioni di euro di debiti oltre ad aver bruciato i 50 milioni di euro che erano stati forniti come “dote” da parte di Jabil. Da rilevare è che il rappresentante legale delle due società coinvolte nel rapporto di compravendita era la stessa persona. A seguito dell’udienza del Tribunale di Milano che avrebbe dovuto sancire lo stato di insolvenza di Competence, con la conseguente messa in amministrazione straordinaria, Jabil inaspettatamente ritorna proprietaria dell’intero pacchetto azionario di Competence. Oggi Jabil è intenzionata a chiudere lo stabilimento e licenziare tutti gli operai che ci lavorano.
La scelta della multinazionale di cedere le produzioni, scorporare parti considerate non strategiche, trasferire parte della ricerca a Shangai cancellerà un patrimonio industriale e professionale che per oltre mezzo secolo ha portato l’azienda ad essere leader mondiale del mercato delle telecomunicazioni.
I lavoratori in occupazione sono determinati a non arrendersi alle speculazioni, sanno bene che la chiusura non dipende dalla mancanza di clienti o mercato.
Il caso di Cassina de Pecchi è un evidente esempio di come la finanziarizzazione del sistema produce la precarizzazione dei rapporti lavorativi e delle vite di quel 99% della popolazione escluso dalle dinamiche speculative dei mercati finanziari.

Per scaricare questo numero di "Aldo" in pdf: http://www.movimentopavia.org/index.php?option=com_content&view=article&id=104:connettere-le-lotte&catid=80:lavoro-non-lavoro-approfondimenti

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