giovedì 21 luglio 2011

Bollettino della crisi: un aggiornamento dalla provincia di Pavia (marzo/luglio 2011)

Mentre su uno scenario economico nero a livello nazionale e internazionale e in un contesto di attacco ai diritti, il parlamento approva una finanziaria durissima, diamo uno sguardo anche alla realtà locale, con un aggiornamento sugli effetti della crisi in provincia di Pavia.
Il ricorso alla cassa integrazione, che era diminuito rispetto ai picchi segnati tra 2009 e 2010 (ma in provincia di Pavia meno rispetto alla media lombarda), è tornato ad avere un andamento preoccupante all’inizio di quest’anno, con una netta crescita nei primi 3 mesi (ad esempio +58% da febbraio a marzo, soprattutto per quanto riguarda la cassa straordinaria), prima di un leggero calo tra marzo e aprile. Per quanto riguarda gli ultimi mesi, mancano numeri aggiornati, ma vanno segnalate alcune situazioni di crisi, come quella della Idreco di Voghera (produzione di impianti per potabilizzare l’acqua), con un terzo dei 50 dipendenti messi in cassa integrazione e la voce di possibili licenziamenti dopo la perdita di alcune commesse in Libia, oppure quella, sempre a Voghera, della Pnr, dove i 70 dipendenti, da aprile, stanno facendo un anno di cassa straordinaria a rotazione. Da maggio stessa situazione per gli 86 operai della Icss di Gropello, dove per il momento sono stati evitati i 35 licenziamenti di cui parlava l’azienda. Altra situazione grave è quella dei 16 operai della Fp Lighting di Vidigulfo (erano 30 fino a pochi mesi fa), con stipendi pagati in ritardo e uno stato di dissesto finanziario che non permette di assicurare la continuazione della produzione nonostante gli ordini ci siano. È capitato infatti che gli operai arrivando al lavoro trovassero la corrente staccata.
Se comunque in alcuni settori il ricorso alla cassa integrazione tende a diminuire nonostante le tante crisi aziendali (e spesso perché le imprese esauriscono le ore a disposizione), è in aumento nell’edilizia, settore con un numero altissimo di licenziamenti e dove sono fallite 800 imprese in poco più di due anni. Nel settore dei laterizi, legato all’edilizia e storicamente presente in alcune zone della provincia, si lavora 3 o 4 mesi l’anno, per il resto si ricorre alla cassa integrazione, che però non dura in eterno. Collegata alla situazione dell’edilizia è la questione della Record, che produce per questo settore. Già da diverso tempo in crisi, è stata acquisita a gennaio dal gruppo bergamasco Magnetti: i lavoratori speravano in un rilancio, invece Magnetti ha deciso di chiudere lo stabilimento di Garlasco per mantenere solo un punto vendita. L’intenzione è quella di licenziare 54 operai su 78 allo scadere della cassa straordinaria a fine agosto.
Solo tra gennaio e marzo 700 persone in provincia hanno perso il lavoro. Dall’inizio della crisi i licenziamenti hanno superato i 5mila. Va precisato ancora una volta che si calcolano in questo conto solo i lavoratori con contratti che permettono un inserimento nelle liste di mobilità o l’accesso a un sussidio di disoccupazione, quindi restano fuori praticamente tutti i precari con contratti non rinnovati.
Tra gli ultimi casi di licenziamento, 10 operai perdono il posto alla Fonderia vigevanese di Parona dopo i lunghi periodi di cassa integrazione che hanno interessato i 57 dipendenti.
In arrivo la mobilità anche per i 28 dipendenti (in maggioranza donne e molto lontane dalla pensione) del Superdì di Pavia, sulla Vigentina, supermercato che ha chiuso a inizio luglio, senza possibilità di riassunzione in altri supermercati della catena.
Va verso la chiusura anche la Tanino Crisci di Casteggio: è atteso il verdetto in tribunale sull’istanza di fallimento ma comunque la possibilità che la produzione possa continuare è molto bassa, la speranza dei  16 operai e dei 3 impiegati rimasti (ma anche dei commessi sparsi per il mondo, dato che si tratta di un marchio di lusso che ha – o aveva – negozi da Milano a New York) è un anno di cassa straordinaria invece che finire subito in mobilità come già successo alla maggior parte dei dipendenti. Sempre da un giudice si aspettano notizie sullo stato passivo della fonderia Smc di Montebello, dove sono 33 gli operai che rischiano di perdere il lavoro.
Per quanto riguarda invece la Genset di Villanova, l’azienda cerca operai che vadano volontariamente in mobilità, ma le ipotesi di licenziamenti massicci sono state ridimensionate: la soluzione momentanea è stata trovata a febbraio nei contratti di solidarietà. L’orario di lavoro è dimezzato ma viene mantenuto il 90% dello stipendio con il contributo dell’Inps nel pagare le ore non lavorate. L’azienda aveva inizialmente annunciato 110 esuberi, diminuendoli successivamente e proponendo varie soluzioni “alla Marchionne”. Nello stesso periodo sono stati firmati contratti di solidarietà, con orario – e stipendio – ridotto alla Euroclone di Siziano (50 dipendenti, oltre ai 90 di Pero), dove si parlava di 15 licenziamenti, e alla Busi di Mezzanino, dove l’azienda ha fatto un passo indietro sulle 6 mobilità annunciate. 
Ha trovato un acquirente dopo mesi in amministrazione controllata (e mesi di cassa integrazione per i circa 200 operai) la Cablelettra di Robbio, fabbrica di sistemi elettrici per auto, ma le condizioni che erano state poste alle imprese interessate, cioè soprattutto garantire l’occupazione, di cui parlavano il commissario ministeriale e i sindacati, sembrano essere state messe da parte. L’azienda è stata recentemente acquisita dal gruppo giapponese Yazaki, che ha deciso di non continuare la produzione a Robbio e di riassumere solo una parte degli operai, che saranno trasferiti in provincia di Torino, dove la Yazaki ha un altro stabilimento. In sostanza, 80 operai, i cui nomi si sapranno a breve, faranno 3 ore di viaggio ogni giorno su un pullman aziendale oltre all’orario di lavoro. Per tutti gli altri una buona uscita di 6mila euro e il rinnovo della cassa integrazione, che rappresenta solo un rinvio dei 120 licenziamenti.

venerdì 15 luglio 2011

SERATA BENEFIT ARRESTATI NO TAV

giovedì 30 giugno 2011

No Tav - Appello per la manifestazione nazionale del 3 luglio


Pubblichiamo l'appello proveniente dalla Val di Susa per la manifestazione di domenica prossima, 3/7/2011.

Il coordinamento dei comitati No Tav riunito a Bussoleno il 29 Giugno indice per domenica 3 luglio dalle ore 9.00 una manifestazione di carattere nazionale in seguito allo sgombero del presidio della Maddalena.
La manifestazione avrà carattere popolare con l’obbiettivo di assediare le zone di accesso alla Maddalena occupate illegittimamente dalle forze di polizia e dalle ditte incaricate di costruire un immenso campo militare, e non un cantiere, distruggendo il territorio senza alcuna considerazione per l’ambiente, la storia e la civiltà della nostra Valle.
Saremo un popolo in movimento, pacifico e determinato per difendere i beni comuni, la nostra terra e il futuro di tutti e tutte.
Non siamo mai stati un movimento Nimby. La solidarietà di questi giorni ci dice che combattiamo una lotta che riguarda tutti. Per questo invitiamo, quanti hanno a cuore la democrazia del nostro paese, chi ancora ha coraggio d’indignarsi, a partecipare all’assedio.

No TAV! No mafia! No alla militarizzazione!
Si al rispettodella Valle! Si alla volontà di riscatto di tutta l’Italia!

lunedì 27 giugno 2011

Aggiornamenti dalla Val di Susa

Questa mattina all'alba il presidio No Tav della Val di Susa è stato attaccato in più punti dalle forze dell'ordine, che sono riuscite a penetrare nel presidio. Sono stati usati idranti e ci sono stati ripetuti lanci di lacrimogeni contro la popolazione valsusina e tutti i solidali presenti, per proteggere le ruspe impiegate per abbattere le barricate. La polizia ha poi inseguito nei boschi le persone che indietreggiavano a causa dei lacrimogeni. Dovrebbero esserci 4 persone in stato di fermo e diversi feriti.
In questo momento sono in corso diversi blocchi autostradali e stradali, oltre all'occupazione del comune di Chiomonte, in risposta all'attacco contro i No Tav. A portare la loro solidarietà in questi presidi sono arrivati anche i lavoratori di diverse fabbriche della Val di Susa che hanno deciso autonomamente di scendere in sciopero. Anche Fiom e sindacati di base hanno proclamato scioperi per la giornata di oggi per quanto riguarda la Val di Susa.
A Torino e in molte altre città per oggi sono previsti presidi di solidarietà (a Milano ore 18 in piazza san Babila), ma chiaramente l'appello che arriva dalla Val di Susa è, per chiunque possa, di raggiungere la valle.

Per maggiori notizie:
www.notav.info
www.infoaut.org

Per aggiornamenti in diretta:
www. radioblackout.org in diretta da Torino

giovedì 9 giugno 2011

Giovedì 16 giugno, proiezione del film documentario "Fa.sin.pat. - Una storia di riappropriazione" e discussione con Marco Semenzin

Giovedì 16 giugno presso il bar Commons di viale Bligny 83 (Pavia) Aldo dice ventisei per uno organizza una serata dedicata alla proiezione del film documentario "Fa.sin.pat. - Una storia di riappropriazione" (2011), realizzato dalla bolognese SMK Videofactory (http://www.smkvideofactory.com/reportage-documentary/)
Il film tratta dell'esperienza della ex Zanon (oggi Fabrica Sin Patrones), fabbrica di ceramiche della città di Neuquen in Argentina, autogestita da 10 anni, da quando la risposta alla crisi argentina del 2001 fu per molti lavoratori l'occupazione e l'autogestione di centinaia di fabbriche già chiuse o destinate a fallire.

Dalle 19e30 ci sarà un aperitivo di autofinanziamento, dalle 21 la proiezione del film documentario e a seguire discussione con Marco Semenzin, uno dei realizzatori di "Fa.sin.pat."

Sabato 11 giugno, Rho, presentazione e inaugurazione dello spazio La Sciloria

Segnaliamo questa iniziativa organizzata dal collettivo La Sciloria - Terre in movimento a nordovest, realtà autorganizzata del nordovest della provincia di Milano.
La serata si svolgerà presso il centro sociale SOS Fornace -via Moscova, 5, Rho (MI) www.sosfornace.org-

Per info sul collettivo La Sciloria e sulla serata, http://lasciloria.noblogs.org

lunedì 6 giugno 2011

APPELLO PER LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A MILANO CONTRO LA KERMESSE SIONISTA

Pubblichiamo il comunicato scritto dal Comitato "No all'occupazione israeliana di Milano" verso la manifestazione del 18 giugno.

Dal 12 al 23 giugno a Milano, in piazza Duomo, si terrà “Israele che non ti aspetti”, una kermesse sulla tecnologia e sul turismo israeliani promossa dalle stesse autorità di Tel Aviv in collaborazione con gli enti locali lombardi, per “promuovere scambi scientifici e culturali tra Tel Aviv e Milano” e raccontare “un Israele diverso da quello di Stato interessato da un conflitto”. Un'operazione da 2,5 milioni di euro che vorrebbe cancellare la memoria della pulizia etnica che ha dato origine alla nascita dello stato di Israele e che perdura tuttora: la violenta cacciata degli abitanti della Palestina nel 1948-49, l’espropriazione della loro terra, la soppressione dei loro diritti civili e dei più fondamentali diritti umani, la negazione del diritto dei profughi palestinesi al ritorno nella propria terra.
Uno Stato che legittima l’apartheid come prassi quotidiana, nascondendola sotto la parola “sicurezza” (tanto cara anche ai nostri governi), che costruisce un muro alto più di otto metri che impedisce ai palestinesi di accedere ai propri campi, alle scuole e agli ospedali, espropriando altra terra, case, fonti di vita. Un muro che - in aperta violazione di sentenze e accordi internazionali - annette, sempre in nome del Santo Diritto alla Difesa, insediamenti illegali, che neanche dovrebbero esistere. Uno Stato che viene definito “unico stato democratico del Medio Oriente”, ma che nei suoi 63 anni di storia ha continuamente alternato guerra ad alta e a bassa intensità. Uno Stato che nel gennaio 2009 ha bombardato la Striscia di Gaza portando in soli 24 giorni alla morte di oltre 1.500 persone, utilizzando armi illegali secondo la Convenzione di Ginevra, come le cluster bombs ed il fosforo bianco. Uno Stato che dal 2006 condanna gli abitanti della Striscia di Gaza ad un assedio e ad un embargo totali e permanenti, impedendo l’ingresso di materiali da costruzione come di altri moltissimi beni, anche di prima necessità, in aperta violazione della legalità internazionale. La recente apertura del valico di Rafah da parte del governo egiziano, che autorizza solo il passaggio delle persone e non delle merci, non permette ancora l'ingresso degli aiuti umanitari.
Proprio per rompere l'assedio di Gaza il movimento internazionale si sta mobilitando in Palestina e attraverso convogli, carovane, missioni internazionali per portare aiuti alla popolazione di Gaza e sostegno politico alla lotta di liberazione palestinese. Nei prossimi giorni da diversi porti europei partirà la Freedom Flotilla 2 di cui farà parte anche la nave italiana Stefano Chiarini: mentre le istituzioni italiane ospitano la kermesse sionista è ancora più importante il sostegno ad iniziative come la Flotilla che, nonostante le minacce del terrorismo di Stato israeliano, che un anno fa provocò i nove morti della Mavi Marmara, è pronta a partire.
Per questo non tolleriamo che Milano diventi la passerella per un’operazione di propaganda dell'imperialismo sionista. Più di 70 risoluzioni delle Nazioni Unite in difesa dei Palestinesi, di condanna delle politiche di Israele sono state ignorate: Israele le ha tutte disattese, con l’appoggio determinante degli USA, l’inettitudine colpevole dell’Unione Europea e di tutti gli stati europei. In particolare l’Italia si è resa complice sottoscrivendo numerosi accordi di cooperazione economica, militare e scientifica con Israele, proprio mentre nel mondo cresce la campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro il regime di apartheid israeliano. Non a caso parte integrante di questa kermesse sarà il Summit Economico in piazza Affari, dove si terranno numerosi incontri bilaterali economici-politici con rappresentanti delle istituzioni italiane e 600 imprenditori.
NO GLI ACCORDI ECONOMICI E DI COOPERAZIONE CON ISRAELE!
PER IL BOICOTTAGGIO DELL'ECONOMIA DI GUERRA ISRAELIANA!
CONTRO L'IMPERIALISMO ISRAELIANO! VITA TERRA E LIBERTA' PER IL POPOLO PALESTINESE!
NO ALL'OCCUPAZIONE ISRAELIANA DELLA PALESTINA...E DI MILANO!

MANIFESTAZIONE NAZIONALE IL 18 GIUGNO A MILANO
CONCENTRAMENTO IN LARGO CAIROLI ALLE 15:00
Comitato “No all’occupazione israeliana di Milano”
INVITIAMO TUTTE LE REALTÀ AD INVIARE LE ADESIONI ALL'INDIRIZZO
contro.kermesse.milano@gmail.com
Per info sulle altre iniziative organizzate dal comitato:
http://it-it.facebook.com/pages/No-alloccupazione-israeliana-di-Milano/157636457636570