Dalle trattative in regione degli ultimi due giorni è uscita ufficialmente la notizia della chiusura definitiva della Elnagh di Trivolzio, annunciata ai primi di dicembre: la mobilitazione dei lavoratori non è purtroppo stata sufficiente a evitare questa scelta, di fronte al muro rappresentato dall'atteggiamento della dirigenza che non ha mai voluto prendere in considerazione proposte alternative. Ancora negli ultimi giorni l'amministratore delegato ha manifestato la sua natura arrivando a fare un esposto ai carabinieri contro ignoti per la presenza dei lavoratori ai cancelli, che gli avrebbe impedito di portare fuori i camper (peraltro cosa che non è mai stata tentata).
Grazie ai quasi 80 giorni di presidio permanente gli operai e gli impiegati della Elnagh sono riusciti ad avere un anno di cassa integrazione straordinaria prima della mobilità (da 1 a 3 anni secondo l'anzianità), un'altra misura a cui Sea si è opposta fino all'ultimo e che certamente non sarebbe stata ottenuta senza la pressione del presidio.
Detto questo, rimane la chiusura di un'azienda con 60 anni di storia alle spalle e rimangono soprattutto, anche se rinviati, altri 130 licenziamenti non dovuti alla crisi ma a scelte "strategiche" compiute sulla pelle di 130 persone e delle loro famiglie da parte dei dirigenti di Sea.
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sabato 18 febbraio 2012
mercoledì 15 febbraio 2012
Elnagh di Trivolzio, domani incontro in Regione. Le voci dal presidio dopo la richiesta di sgombero
Domani i lavoratori della Elnagh avranno un incontro alla sede della Regione Lombardia, per un ulteriore tentativo di evitare il licenziamento di 130 persone e la chiusura dell'azienda, che il gruppo Sea ha annunciato a dicembre e che non ha mai voluto mettere in discussione.
Qui sopra, da www.movimentopavia.org, il video realizzato dopo l'incontro in prefettura in cui i lavoratori sono stati informati della richiesta dell'A.D. De Costanzo di sgombero del presidio.
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domenica 12 febbraio 2012
"R...esistere per esistere!". Lettera dal presidio della Yamaha di Gerno di Lesmo ai lavoratori della Elnagh
Pubblichiamo una lettera che è arrivata ieri sulla nostra posta elettronica, indirizzata al presidio permanente della Elnagh di Trivolzio e proveniente da un altro presidio di lavoratori e lavoratrici in lotta da più di un anno, quelli della Yamaha Motor Italia di Gerno di Lesmo (Monza). Dal presidio della Elnagh è già partita la risposta.
Per informazioni e contatti, segnaliamo il sito del presidio permanente Yamaha (www.yamaharesistiamo66.it) e il loro indirizzo email (yamaha66licenziati@tiscali.it).
Carissimi amici e lavoratori della Elnagh,
vi siamo vicini in questa vostra lotta per la difesa del posto di lavoro e per la dignità.
Crediamo che la soluzione non sta nell'atto di forza chiesto dall'amministratore delegato bensì nel dialogo tra le parti per la ricerca del bene comune, tenendo conto che 130 famiglie stanno soffrendo per la tragica decisione del licenziamento.
Anche noi, ex-lavoratori di Yamaha Motor Italia, proprio come voi, siamo in presidio permanente da 15 mesi.
E' duro dover lottare per i propri diritti ma siamo certi che ne vale la pena.
R...esistere per esistere!!!!
Vicini con voi nella lotta,
Gli ex-lavoratori e lavoratrici di Yamaha Motor Italia
in presidio permanente dal 13 Dicembre 2010
Gerno di Lesmo (MB)
Per informazioni e contatti, segnaliamo il sito del presidio permanente Yamaha (www.yamaharesistiamo66.it) e il loro indirizzo email (yamaha66licenziati@tiscali.it).
Carissimi amici e lavoratori della Elnagh,
vi siamo vicini in questa vostra lotta per la difesa del posto di lavoro e per la dignità.
Crediamo che la soluzione non sta nell'atto di forza chiesto dall'amministratore delegato bensì nel dialogo tra le parti per la ricerca del bene comune, tenendo conto che 130 famiglie stanno soffrendo per la tragica decisione del licenziamento.
Anche noi, ex-lavoratori di Yamaha Motor Italia, proprio come voi, siamo in presidio permanente da 15 mesi.
E' duro dover lottare per i propri diritti ma siamo certi che ne vale la pena.
R...esistere per esistere!!!!
Vicini con voi nella lotta,
Gli ex-lavoratori e lavoratrici di Yamaha Motor Italia
in presidio permanente dal 13 Dicembre 2010
Gerno di Lesmo (MB)
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venerdì 10 febbraio 2012
Elnagh di Trivolzio. L'amministratore delegato chiede lo sgombero
Oggi i delegati della Elnagh di Trivolzio sono stati ricevuti dal prefetto di Pavia: sono stati informati che l'amministratore delegato De Costanzo ha chiesto alle autorità lo sgombero del presidio per poter portare fuori in tutta tranquillità i camper che si trovano nel piazzale dell'azienda.
Dopo due mesi di presidio permanente ovviamente questo non può convincere gli operai della Elnagh a mollare, anche perchè Sea in tutto questo tempo non ha tenuto in minima considerazione le richieste e le necessità di 130 persone che ora sono ad un passo dalla mobilità. Quindi in attesa dell'incontro in regione di giovedì 16 febbraio, nonostante la minaccia dell'uso della forza e dell'arrivo dei camion mandati dall'azienda, il presidio va avanti come prima, giorno e notte.
L'invito per tutte le persone che in questi mesi hanno portato la loro solidarietà a Trivolzio è quello di tenersi aggiornati e continuare a sostenere il presidio anche e soprattutto in questa fase. Ricordiamo che la Elnagh si trova a Trivolzio, a pochi minuti da Pavia: per arrivarci, sul raccordo verso la A7 prendere l'ultima uscita e seguire per Bereguardo-Trivolzio.
Seguiranno presto aggiornamenti e altri contributi.
Dopo due mesi di presidio permanente ovviamente questo non può convincere gli operai della Elnagh a mollare, anche perchè Sea in tutto questo tempo non ha tenuto in minima considerazione le richieste e le necessità di 130 persone che ora sono ad un passo dalla mobilità. Quindi in attesa dell'incontro in regione di giovedì 16 febbraio, nonostante la minaccia dell'uso della forza e dell'arrivo dei camion mandati dall'azienda, il presidio va avanti come prima, giorno e notte.
L'invito per tutte le persone che in questi mesi hanno portato la loro solidarietà a Trivolzio è quello di tenersi aggiornati e continuare a sostenere il presidio anche e soprattutto in questa fase. Ricordiamo che la Elnagh si trova a Trivolzio, a pochi minuti da Pavia: per arrivarci, sul raccordo verso la A7 prendere l'ultima uscita e seguire per Bereguardo-Trivolzio.
Seguiranno presto aggiornamenti e altri contributi.
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giovedì 19 gennaio 2012
45° giorno di presidio alla Elnagh di Trivolzio
Continua la lotta dei 130 operai della Elnagh di Trivolzio, storica fabbrica di camper di cui Sea (proprietaria da 10 anni) ha deciso la chiusura, in contraddizione col suo stesso piano industriale, spostando il lavoro negli altri stabilimenti del gruppo ("Profit Before People" da "Aldo" dicembre 2011). La produzione è ferma da inizio dicembre: da allora i lavoratori sono in presidio davanti ai cancelli. La prima risposta ai piani dell'amministratore delegato De Costanzo è quindi quella di bloccare all'interno dell'azienda tutti i camper e le roulotte prodotte a Trivolzio, mentre la richiesta è quella dei contratti di solidarietà con cui ripartire il lavoro tra tutti gli stabilimenti di Sea, senza sacrificarne nessuno. La proprietà non ha mostrato nessuna disponibilità su questo punto, e ha preso tempo con offerte di trasferimento in Toscana per una decina di dipendenti sui 130 di Pavia o citando un ipotetico "mister x" interessato a rilevare il marchio Elnagh.
I tempi però stringono perchè al termine dei 75 giorni di consultazione (quindi dal 19 febbraio) stando così le cose i 130 operai della Elnagh finiranno direttamente in mobilità.
I tempi però stringono perchè al termine dei 75 giorni di consultazione (quindi dal 19 febbraio) stando così le cose i 130 operai della Elnagh finiranno direttamente in mobilità.
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venerdì 6 gennaio 2012
Un mese di presidio alla Elnagh di Trivolzio
E' passato il primo mese di presidio alla Elnagh di Trivolzio, dove 130 operai sono in lotta contro la chiusura dello stabilimento di camper e contro i licenziamenti. La chiusura, decisa dal gruppo Sea nell'ambito di una riorganizzazione che segue anni di gestione finanziaria fallimentare e contrasta con i piani comunicati lo scorso anno ai lavoratori, è stata annunciata il 5 dicembre: da allora i cancelli sono presidiati. I lavoratori chiedono che il lavoro da fare sia ripartito tra tutte le sedi italiane del gruppo, ricorrendo a dei contratti di solidarietà, senza che venga sacrificato nessuno stabilimento; negli incontri con i sindacati l'amministratore delegato De Costanzo non ha però dimostrato nessuna disponibilità a fare un passo indietro. Per il momento la risposta dei lavoratori è continuare il presidio, che dal 12 dicembre è permanente, 24 ore su 24, per impedire che l'azienda porti via i camper e le roulotte finite dal piazzale dell'azienda.
Segnaliamo che domani al presidio, alle ore 16:00, sarà ospite per un'assemblea pubblica Giorgio Cremaschi, dirigente sindacale della Fiom Cgil.
Per chiunque voglia raggiungere il presidio: per chi arriva da Pavia, prendere l'ultima uscita del raccordo per la A7 e quindi svoltare a sinistra. Per chi arriva dalla Milano-Genova, dopo l'uscita Bereguardo seguire per Trivolzio-Bereguardo.
Segnaliamo che domani al presidio, alle ore 16:00, sarà ospite per un'assemblea pubblica Giorgio Cremaschi, dirigente sindacale della Fiom Cgil.
Per chiunque voglia raggiungere il presidio: per chi arriva da Pavia, prendere l'ultima uscita del raccordo per la A7 e quindi svoltare a sinistra. Per chi arriva dalla Milano-Genova, dopo l'uscita Bereguardo seguire per Trivolzio-Bereguardo.
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venerdì 23 dicembre 2011
Le voci dalla Elnagh dopo 10 giorni di presidio permanente, 2 settimane dopo l'annuncio della chiusura
Rilanciamo dal portale Movimentopavia questo video girato ai cancelli della Elnagh, a 2 settimane dall'annuncio della chiusura e dei 130 licenziamenti e10 giorni dopo l'inizio del presidio 24 ore su 24 per impedire che vengano portati fuori i camper e le roulotte finite o altro materiale.
I lavoratori passeranno Natale e Capodanno in presidio e invitano chiunque voglia dare il proprio appoggio a passare ai cancelli della fabbrica e festeggiare insieme a loro.
Ricordiamo che la Elnagh si trova a Trivolzio in via dell'Industria: per chi arriva da Pavia, prendere l'ultima uscita del raccordo per la A7 e quindi svoltare a sinistra.
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giovedì 22 dicembre 2011
Elnagh di Trivolzio. Dall'assemblea di martedì, dal presidio che continua
Pubblichiamo un resoconto dell'assemblea tenutasi martedì sera al presidio permanente ai cancelli della Elnagh di Trivolzio, organizzata perchè le diverse lotte in corso in questo momento sul territorio milanese e pavese non restino isolate ma possano confrontarsi e cercare momenti di azione comune.
Martedì sera presso il presidio permanente davanti ai cancelli dello stabilimento Elnagh di Trivolzio si è tenuta un’assemblea che ha visto la partecipazione di diverse realtà in lotta per la conquista di diritti e salario o in lotta contro licenziamenti e chiusure. Erano presenti, oltre ovviamente ai lavoratori dell Elnagh, anche delegazioni provenienti dall’Esselenuga di Pioltello, dalla Maflow, dalla Marcegaglia, nonché gruppi solidali con queste vertenze. L’assemblea, che aveva l’intento di mettere in connessione alcune delle realtà che si trovano in aperta vertenza con il padrone, si è conclusa con la proposta di un appuntamento regionale di tutte le realtà in lotta e solidali, da tenersi a metà di gennaio.
L’ottica in cui si è mossa l'assemblea è stata quella della condivisione delle situazioni concrete e delle esperienze di lotta. Il solco lungo il quale provare a indirizzare un percorso condiviso da intraprendere è stato individuato nella prassi del mutuo soccorso e nell’unificazione di tutti i lavoratori, prima ancora che delle sigle sindacali. Se la condizione di precarietà è comune, allora anche le lotte devono essere messe in comune, specie con l'avanzare della crisi e delle politiche di austerità, verso uno sciopero metropolitano autoconvocato.
È emersa dunque la proposta di partecipare alle date di mobilitazione sindacali già previste per gennaio e febbraio. Si è discusso anche della possibile creazione di una Cassa di Resistenza che raccolga tutte le realtà che a livello regionale si muovono all’interno di percorsi di lotta per la riconquista dei diritti. Si tratta di prime concrete ipotesi da discutere nell’appuntamento regionale di gennaio. La volontà espressa da tutte le componenti in modo deciso è quella di costruire percorsi politici che permettano di allargare il fronte dei mobilitati contro le politiche di austerità e la macelleria sociale sostenuta dal governo e voluta dal mercato finanziario e dai padroni.
Con la ferma intenzione di ritrovarsi in un contesto più ampio, dove poter discutere delle questioni messe sul tavolo martedì sera, ci si è salutati per ritrovarsi poi l'indomani mattina ancora davanti ai cancelli della Elnagh. Vi era la necessità di respingere la provocazione della dirigenza, che minacciava l’ingresso nello stabilimento di due camion per trasportare fuori alcuni camper da consegnare ad acquirenti. La volontà dei lavoratori era di non permetterlo: di fronte all'ipotesi di chiusura dello stabilimento, il capitale immobilizzato in quei camper rappresenta una garanzia. La determinazione, unita alla solidarietà ricevuta, sono bastati a dissuadere la dirigenza dall’intento. Nessun camion si è presentato ai cancelli dello stabilimento di Trivolzio e il presidio degli operai prosegue sempre più determinato.
Martedì sera presso il presidio permanente davanti ai cancelli dello stabilimento Elnagh di Trivolzio si è tenuta un’assemblea che ha visto la partecipazione di diverse realtà in lotta per la conquista di diritti e salario o in lotta contro licenziamenti e chiusure. Erano presenti, oltre ovviamente ai lavoratori dell Elnagh, anche delegazioni provenienti dall’Esselenuga di Pioltello, dalla Maflow, dalla Marcegaglia, nonché gruppi solidali con queste vertenze. L’assemblea, che aveva l’intento di mettere in connessione alcune delle realtà che si trovano in aperta vertenza con il padrone, si è conclusa con la proposta di un appuntamento regionale di tutte le realtà in lotta e solidali, da tenersi a metà di gennaio.
L’ottica in cui si è mossa l'assemblea è stata quella della condivisione delle situazioni concrete e delle esperienze di lotta. Il solco lungo il quale provare a indirizzare un percorso condiviso da intraprendere è stato individuato nella prassi del mutuo soccorso e nell’unificazione di tutti i lavoratori, prima ancora che delle sigle sindacali. Se la condizione di precarietà è comune, allora anche le lotte devono essere messe in comune, specie con l'avanzare della crisi e delle politiche di austerità, verso uno sciopero metropolitano autoconvocato.
È emersa dunque la proposta di partecipare alle date di mobilitazione sindacali già previste per gennaio e febbraio. Si è discusso anche della possibile creazione di una Cassa di Resistenza che raccolga tutte le realtà che a livello regionale si muovono all’interno di percorsi di lotta per la riconquista dei diritti. Si tratta di prime concrete ipotesi da discutere nell’appuntamento regionale di gennaio. La volontà espressa da tutte le componenti in modo deciso è quella di costruire percorsi politici che permettano di allargare il fronte dei mobilitati contro le politiche di austerità e la macelleria sociale sostenuta dal governo e voluta dal mercato finanziario e dai padroni.
Con la ferma intenzione di ritrovarsi in un contesto più ampio, dove poter discutere delle questioni messe sul tavolo martedì sera, ci si è salutati per ritrovarsi poi l'indomani mattina ancora davanti ai cancelli della Elnagh. Vi era la necessità di respingere la provocazione della dirigenza, che minacciava l’ingresso nello stabilimento di due camion per trasportare fuori alcuni camper da consegnare ad acquirenti. La volontà dei lavoratori era di non permetterlo: di fronte all'ipotesi di chiusura dello stabilimento, il capitale immobilizzato in quei camper rappresenta una garanzia. La determinazione, unita alla solidarietà ricevuta, sono bastati a dissuadere la dirigenza dall’intento. Nessun camion si è presentato ai cancelli dello stabilimento di Trivolzio e il presidio degli operai prosegue sempre più determinato.
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martedì 20 dicembre 2011
ore 7.00 chi puo vada ai cancelli della Elnagh
é presvisto alle ore 7.00 di domani mattina l'arrivo di cammion per recoperare materiale dalla Elnagh chi puo vada al presidio permanente ai cancelli della Elnagh di Trivolzio per sostenere la lotta dei lavoratori ed evitare che il materiale presente nella ditta venga portato via.
Per raggiungere il presidio: da Pavia ultima uscita del raccordo per Bereguardo prima del casello della A7; da Milano A7 uscire a Bereguardo e poi seguire per Bereguardo, Trivolzio.
Per raggiungere il presidio: da Pavia ultima uscita del raccordo per Bereguardo prima del casello della A7; da Milano A7 uscire a Bereguardo e poi seguire per Bereguardo, Trivolzio.
domenica 18 dicembre 2011
Martedì 20/12 ore 19e30. Assemblea al presidio permanente della Elnagh di Trivolzio
Martedì 20 dicembre alle 19e30 appuntamento al presidio permanente ai cancelli della Elnagh di Trivolzio per un'assemblea con diverse realtà in lotta per la difesa del posto di lavoro o per la conquista di diritti negati: dalla Elnagh alla logistica Esselunga di Pioltello, dalla Jabil di Cassina de Pecchi ai lavoratori autoconvocati di Milano.
Per raggiungere il presidio: da Pavia ultima uscita del raccordo per Bereguardo prima del casello della A7; da Milano A7 uscire a Bereguardo e poi seguire per Bereguardo, Trivolzio.
Per raggiungere il presidio: da Pavia ultima uscita del raccordo per Bereguardo prima del casello della A7; da Milano A7 uscire a Bereguardo e poi seguire per Bereguardo, Trivolzio.
sabato 17 dicembre 2011
N°7, dicembre 2011 - Profit Before People. Contro la chiusura e i licenziamenti, presidio permanente alla Elnagh di Trivolzio
142 operai a casa, anni di esperienza e competenza acquisiti sul campo sacrificati sull’altare del profitto. Quando la crisi diventa una scusa e la distruzione di un’impresa funzionante viene definita ristrutturazione c’è qualcosa che non funziona nel linguaggio. Non ne siamo stupiti, chiariamoci. E’ il capitalismo, bellezza. Quando però ci troviamo di fronte famiglie con quattro figli, operai a cui mancano tre anni alla pensione e giovani sbattuti in mezzo ad una strada la rabbia è molta, ma è la razionalità che deve prendere il sopravvento, è la nostra capacità di opporci ai piani di questi sciacalli. Sciacalli sì, così li chiamano gli operai licenziati e non potremmo certo trovare un termine migliore.Proviamo quindi a fare un po’ di ordine e a capire come si è arrivati alla chiusura della fabbrica e al licenziamento collettivo degli operai. La Elnagh nasce sessanta anni fa, fondata dall’ingegner Ghezzi. Col tempo la produzione aumenta e la fabbrica si impone come uno dei leader all’interno del settore per il mercato italiano ed europeo. La macchina aziendale funziona fino alla costituzione della Sea (società europea di autocaravan), nata dalla fusione di Elnagh con i marchi Mobilvetta e McLouis. La nuova società inizia un piano di ristrutturazione e “ammodernamento”. La richiesta annua in quel periodo si aggira intorno ai 3500 veicoli l’anno e tre impianti produttivi fanno fronte a questa domanda. Sempre in questo periodo la Sea decide la fusione con i marchi Mobilvetta e McLouis, ma è da qui che parte il declino inarrestabile. Non tutto però è inspiegabile, il piano inclinato sul quale l’azienda è velocemente scivolata è stato ben oliato dalle scelte di manager e amministratori delegati pagati fior di quattrini. Dopo l’acquisizione da parte di Sea e gli investimenti fatti, gli obiettivi che i padroni proclamano ai quattro venti sono di 10000 veicoli l’anno, per un aumento di 6500 rispetto a quelli prodotti in quel periodo. Per capire la loro credibilità e le loro capacità basti pensare che negli ultimi tre anni sono stati venduti 13500 veicoli, all’incirca 16500 camper in meno di quelli previsti. Sea nel 2004 passa sotto il controllo di Bridgepoint, un fondo di private equity, ossia un' attività di investimento che acquisisce imprese di medie dimensioni impiegando capitali raccolti tra investitori istituzionali e ricorrendo a elevati livelli di indebitamento. L'obiettivo dei private equity è quello di ristrutturare le imprese acquisite, allo scopo di poterle successivamente rivendere e di ottenere così rendimenti superiori rispetto ad altri tipi di investimento. Dopo questi cambiamenti nella proprietà le scelte dell’azienda risultano quantomeno discutibili e tutte orientate alla chiusura dello stabilimento lombardo. Di tre anni fa è la decisione di vendere il capannone storico di proprietà, situato a Zibido San Giacomo, per trasferirsi in un nuovo spazio a Trivolzio pagando un affitto ed eliminando due terzisti che lavoravano insieme a questo polo. A ciò segue lo spostamento di alcuni macchinari utilizzati per il montaggio delle fiancate, costringendo gli operai al sollevamento di queste e alle conseguenze fisiche di ciò. Tutto ciò con un piano d’ investimento folle senza un minimo legame con la flessione del mercato che stava avvenendo negli anni passati e continua tuttora.
Uno dei responsabili dei licenziamenti è Maurizio de Costanzo ex amministratore delegato della Pisticci Cfp, di cui nel 2007 fece chiudere lo stabilimento di Pisticci dove lavoravano 68 persone. Per dare qualche numero che conta basta pensare che dopo un anno solo il 13% di quei dipendenti aveva trovato un’altra occupazione. L’azienda avrebbe inoltre utilizzato le loro conoscenze, frutto del lavoro di anni, per testare prototipi che saranno prodotti a Poggibonsi. Il cerchio a questo punto si chiude e possiamo tracciarlo così: creare le condizioni per far fallire un’azienda, piazzare un amministratore delegato “esperto in fallimenti”, rubare le competenze ed il marchio storico e alla fine lasciare 142 persone senza un lavoro. Un bel regalo di Natale per le famiglie e gli operai che da anni si sacrificano dentro a quello stabilimento.
Ciò che resta alla fine di questa storia è una fabbrica vuota, 142 operai capaci di farla funzionare, certamente meglio dei dirigenti, a presidiare i cancelli e una marea di famiglie senza più un reddito. La morale che questa vicenda ci consegna parla di precarietà come denominatore comune per tutti i lavoratori, da chi ha un contratto a tempo indeterminato a chi subisce i ricatti sottostanti alle nuove tipologie contrattuali. Da sempre diciamo che solo la lotta paga, noi resisteremo al loro fianco fino all’ultimo giorno, un minuto più del padrone.
Per scaricare questo numero di "Aldo" in pdf: http://www.movimentopavia.org/index.php?option=com_content&view=article&id=104:connettere-le-lotte&catid=80:lavoro-non-lavoro-approfondimenti
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Numero 7 - Dicembre 2011
mercoledì 14 dicembre 2011
Dal presidio permanente alla Elnagh di Trivolzio
Continua il presidio contro la chiusura della Elnagh di Trivolzio e in difesa dei 130 posti di lavoro: dopo la prima settimana di presenza solo di giorno, da lunedì 12 i lavoratori sono 24 ore su 24 ai cancelli per controllare che niente venga portato fuori dalla fabbrica o dal piazzale.
Qui sotto il video sulla situazione dell'azienda con le voci dal presidio raccolte lunedì, pubblicato sul portale www.movimentopavia.org.
Per chi vuole portare il proprio appoggio al presidio, la Elnagh si raggiunge in 10 minuti da Pavia prendendo l'ultima uscita del raccordo verso l'autostrada Milano-Genova.
Qui sotto il video sulla situazione dell'azienda con le voci dal presidio raccolte lunedì, pubblicato sul portale www.movimentopavia.org.
Per chi vuole portare il proprio appoggio al presidio, la Elnagh si raggiunge in 10 minuti da Pavia prendendo l'ultima uscita del raccordo verso l'autostrada Milano-Genova.
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domenica 11 dicembre 2011
Dalla Elnagh di Trivolzio (Pv). Domani h. 8 in presidio ai cancelli
Domani, lunedì 12/12, chiude ufficialmente la produzione alla Sea-Elnagh di Trivolzio. L'azienda ha decretato la morte dello stabilimento pavese ed il licenziamento di 130 operai.
Già da lunedì scorso l'ingresso della fabbrica di camper è presidiato dai lavoratori, che respingono le decisioni dei vertici Sea e chiedono che la produzione continui a Trivolzio come negli altri stabilimenti italiani, eventualmente redistribuendo tra tutti il lavoro. Anche domani alle 8 si ripresenteranno ai cancelli, per rimanerci, chiedendo a tutti coloro che possono di essere lì con loro per sostenere in concreto la loro lotta.
Per raggiungere il presidio da Pavia, prendere il raccordo per la A7 e poi l'ultima uscita prima del casello.
Sempre domani alle 15.30 i lavoratori della Elnagh parteciperanno al presidio organizzato dai sindacati in piazza Guicciardi a Pavia (piazza della prefettura) in occasione dello sciopero generale contro la manovra Monti.
In questo video realizzato e pubblicato da http://www.movimentopavia.org/ Alessandro Deiana, operaio e delegato, spiega la situazione dell'azienda e i motivi del presidio.
Già da lunedì scorso l'ingresso della fabbrica di camper è presidiato dai lavoratori, che respingono le decisioni dei vertici Sea e chiedono che la produzione continui a Trivolzio come negli altri stabilimenti italiani, eventualmente redistribuendo tra tutti il lavoro. Anche domani alle 8 si ripresenteranno ai cancelli, per rimanerci, chiedendo a tutti coloro che possono di essere lì con loro per sostenere in concreto la loro lotta.
Per raggiungere il presidio da Pavia, prendere il raccordo per la A7 e poi l'ultima uscita prima del casello.
Sempre domani alle 15.30 i lavoratori della Elnagh parteciperanno al presidio organizzato dai sindacati in piazza Guicciardi a Pavia (piazza della prefettura) in occasione dello sciopero generale contro la manovra Monti.
In questo video realizzato e pubblicato da http://www.movimentopavia.org/ Alessandro Deiana, operaio e delegato, spiega la situazione dell'azienda e i motivi del presidio.
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mercoledì 7 dicembre 2011
Dal presidio dei lavoratori Sea-Elnagh di Trivolzio (Pv). Contro la chiusura, contro i licenziamenti
Due giorni fa è arrivato l'annuncio della chiusura della fabbrica di camper del gruppo Sea-Elnagh di Trivolzio (pochi chilometri da Pavia) a partire da lunedì prossimo.
L'azienda ha chiesto la mobilità per i 142 dipendenti, che però non hanno nessuna intenzione di accettare di pagare per gli errori dei dirigenti della "big society" Sea s.p.a. che in 10 anni, da quando ha rilevato la Elnagh, ha aperto un buco finanziario di 291 milioni di euro.
Gli operai sono in presidio ai cancelli. L'intenzione è, da quando la produzione sarà interrotta del tutto, di impedire lo smantellamento della fabbrica.
Per sostenere il presidio, già da ieri ma in particolare da lunedì 12 dicembre, l'appuntamento è dalle 8 ai cancelli (zona industriale di Torre d'Isola/Trivolzio, da Pavia ultima uscita del raccordo prima del casello della A7).
Sempre lunedì, in occasione dello sciopero indetto dalla Fiom e da Cgil, Cisl e Uil, gli operai della Sea-Elnagh parteciperanno al presidio davanti alla prefettura di Pavia alle ore 15e30.
Qui sotto riportiamo una spiegazione dettagliata della situazione, diffusa dai lavoratori (salvare il file per ingrandirlo).
L'azienda ha chiesto la mobilità per i 142 dipendenti, che però non hanno nessuna intenzione di accettare di pagare per gli errori dei dirigenti della "big society" Sea s.p.a. che in 10 anni, da quando ha rilevato la Elnagh, ha aperto un buco finanziario di 291 milioni di euro.
Gli operai sono in presidio ai cancelli. L'intenzione è, da quando la produzione sarà interrotta del tutto, di impedire lo smantellamento della fabbrica.
Per sostenere il presidio, già da ieri ma in particolare da lunedì 12 dicembre, l'appuntamento è dalle 8 ai cancelli (zona industriale di Torre d'Isola/Trivolzio, da Pavia ultima uscita del raccordo prima del casello della A7).
Sempre lunedì, in occasione dello sciopero indetto dalla Fiom e da Cgil, Cisl e Uil, gli operai della Sea-Elnagh parteciperanno al presidio davanti alla prefettura di Pavia alle ore 15e30.
Qui sotto riportiamo una spiegazione dettagliata della situazione, diffusa dai lavoratori (salvare il file per ingrandirlo).
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